Gli anni dell’università mi hanno insegnato a sognare e a credere nelle mie ambizioni, nonostante i molti sacrifici. Il confronto con studenti e professori ha alimentato, corso dopo corso, la passione per questa fantastica disciplina, che lascia spazio a creatività e immaginazione.
Proprio come voi, Marco e Gloria, ho terminato i miei studi con il desiderio di poter lavorare nel territorio in cui sono nato e cresciuto, sognando di poter dare il mio contributo nel progettare luoghi capaci di migliorare la vita di molte persone.
La realtà oltre la soglia dell’ateneo è, però, un’altra; il sogno di un futuro nel nostro paese sembra svanire di fronte a un settore che non è in grado di valorizzare le potenzialità di molti giovani.
Ricevere il premio Grenfellove è stato un grande onore, un gesto di generosità che, per me come per molti altri neolaureati, è un incoraggiamento a continuare a credere nei propri sogni e nelle proprie capacità, nonostante le innumerevoli sfide che questa professione comporta.
Durante il percorso di studi ho maturato la volontà di concepire l’architettura come un vero e proprio atto di generosità, capace di interpretare le necessità e le specificità di un determinato territorio.
Insieme ai miei compagni Andrea Debiasi ed Edoardo Lazraj e al professor Michel Carlana ho affrontato la sfida di immaginare nuovi luoghi dell’abitare, capaci di adattarsi alle esigenze della società in continua evoluzione. La tesi indaga i concetti dell’abitare condiviso e del mixed-use e, ragionando sulla flessibilità e sulla prefabbricazione della struttura, sviluppa un prototipo residenziale a corte capace di inserirsi all’interno di un’area industriale da riqualificare, prossima al centro storico di Bolzano.
Il progetto dell’isolato, rivolto principalmente a giovani e anziani, nasce dall’idea di pensare all’architettura residenziale come a una vera e propria porzione di città, composta dall’aggregazione eterogenea di fabbricati di dimensioni differenti, uniti da spazi comuni capaci di generare comunità e servizi per la collettività.
La volontà di controllare i costi e rendere il complesso trasformabile nel tempo ha indirizzato allo studio di un sistema strutturale prefabbricato in legno, composto da setti disposti a “T”, capaci di liberare lo spazio centrale.
Tutte le soluzioni adottate consentono di raggiungere un costo di costruzione di edilizia agevolata inferiore rispetto alla media provinciale, garantendo al contempo un’ottima qualità costruttiva.
Grazie a Grenfellove questo lavoro di ricerca ha l’opportunità di diventare un importante momento di riflessione e condivisione sui temi che riguardano l’abitare di oggi e di domani.
Sono profondamente grato di aver potuto prendere parte a quest’iniziativa e di poter contribuire a mantenere vivi il ricordo e i sogni di Marco e Gloria.
Ringrazio di cuore la Fondazione, in particolare Giannino e Daniela, che con la loro forza e fiducia nel futuro, valorizzano le potenzialità di molti giovani, alimentando le loro ambizioni.